LA MUSICA DI MARIO

Caro Mario, che bello ritrovarsi amici con gli amici.

Sono passati in un soffio 25 anni da quella prima esperienza sportiva che ci ha fatto incontrare sulle strade della passione irrefrenabile per le auto storiche.
Era la mia prima esperienza di gara di “regolarità”. Avevo acquistato la mia “vecchietta” che da tanti anni sognavo.
Leggevo, studiavo, cercavo di imparare e capire come questo sport dovesse essere vissuto con quelle strane inconsuete regole che fino a quel momento stentavo a capire.
Con incoscienza e tanta passione, con un altro pazzo ed inesperto appassionato, decidiamo di preparare tutti i documenti e partecipare a Pescara alla nostra prima avventura sui tubi.
Acquistare il primo cronometro digitale, capire come si legge un road book e buttarsi nella mischia. Vera follia senza vergogna e senza paura, che sono proprio i giusti ingredienti per iniziare.
Così ci siamo conosciuti un quarto di secolo fa.
Gare dopo gare, altre vecchie “signore” curate e coccolate fino al maniacale, ci hanno accompagnato fino ad oggi.
Passo dopo passo, con il tempo che potevamo e con le risorse economiche che grattavamo dal barile della vita, abbiamo curato questa passione.
Ma tu, con le tue doti ed un talento innato, ci hai dato anno dopo anno l’esempio e la voglia di diventare migliori. Tu sei diventato un vero Campione.
Ci hai insegnato, e questo stupendo fine settimana ne è stata un’ampia dimostrazione, che la regolarità è una “danza”. E’ la scoperta di un ritmo che il cadenzare del tempo tra un tubo e l’altro, ci consente di disegnare con i numeri di un cronometro, quello che il pennello ed i colori fanno nelle mani di un grande pittore.
Abbiamo scoperto che la fretta e le paure che muovono gli inutili fremiti, sono nemiche per raggiungere un vero risultato.
E’ un po’ come se tu con questa occasione ci abbia involontariamente spiegato cosa è la vita.
Nessun timore ingiustificato, nervi saldi, grande volontà, allenamento e concentrazione costante; e soprattutto …ritmo.
Come in una danza di coppia tra il pilota ed il navigatore, con la musica dettata dallo scandire del cronometro, si possa raggiungere l’apoteosi della precisione.
In un mondo dove tutto è tendenzialmente approssimato, accennato e vero soltanto se lo leggi su internet, con la regolarità, ritroviamo il vero confronto con noi stessi.
Con la verità del tempo e dei luoghi disegnati negli spazi fissi dei confini della prova, ma con lo sguardo sempre avanti, verso la prossima sfida.
Questo è un modo diverso per dirti grazie, perché ringraziando te, in realtà, riscopriamo la gratitudine che ci dobbiamo riconoscere, perché abbiamo la passione per questo mondo unico.
Mondo che abbiamo il dovere di diffondere specialmente ai giovani che mantenendo in vita i valori veri di cultura e d’impegno nel cuore, il desiderio di migliorarsi, potranno salvare il futuro.

Grazie Mario Passanante per averci fatto riaccendere e rinvigorire il fuoco della passione. Quello per le auto storiche e della regolarità.

Gianni Giacomo Saverino